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		<title>L’Apple Store: l’ennesima meraviglia di Steve Jobs</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 11:00:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="207" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/10/Applicazioni-300x207.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="La diffusione degli Apple store nel mondo" title="L&#039;Apple Store: L&#039;ennesima meraviglia di Steve Jobs" /></p>L’Apple store è il più grande negozio virtuale del mondo. Progettato dalla Apple e pensato per i soli dispositivi della celebre azienda di Cupertino, questo grande mercato ogni giorno mette in vendita centinaia di migliaia di applicazioni. Le applicazioni spaziano in tutti i campi: si va dai giochi ai giornali, passando per i libri, l’intrattenimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="207" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/10/Applicazioni-300x207.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="La diffusione degli Apple store nel mondo" title="L&#039;Apple Store: L&#039;ennesima meraviglia di Steve Jobs" /></p><p><strong>L’Apple store è il più grande negozio virtuale del mondo. Progettato dalla Apple e pensato per i soli dispositivi della celebre azienda di Cupertino, questo grande mercato ogni giorno mette in vendita centinaia di migliaia di applicazioni. Le applicazioni spaziano in tutti i campi: si va dai giochi ai giornali, passando per i libri, l’intrattenimento e i giochi di società.</strong></p>
<h2>Le applicazioni, gli sviluppatori e i guadagni</h2>
<p>L’Apple store nasce dalla mente creativa di Steve Jobs che, dopo aver deliziato i fanatici della tecnologia con Ipod, Iphone e Ipad, ha deciso di creare un grande negozio virtuale all’interno del quale i proprietari dei dispositivi Apple potessero acquistare applicazioni per i loro gioielli tecnologici. Il risultato è stato un successo enorme che ha portato ad un’ulteriore crescita economica. I guadagni, tuttavia, non sono arrivati solo per Jobs. Essi, infatti, hanno interessato anche le nuove generazioni di informatici che, grazie al fondatore della Apple, si sono avviati  verso una nuova professione. Le applicazioni vendute in Apple Store, infatti, sono il prodotto di un lavoro realizzato dagli sviluppatori. Si tratta figure professionali molto specializzate che –attualmente &#8211; sono tra le più ricercate nel mondo del lavoro. La professione degli sviluppatori ha preso il largo proprio grazie alle applicazioni inventate per la prima volta da Jobs. Gli sviluppatori, seguendo un corso di studio progettato e venduto dalla stessa Apple, hanno l’opportunità di imparare a creare un’applicazione. Alcuni degli sviluppatori più bravi e creativi sono diventati ricchissimi dopo aver messo in vendita anche una sola applicazione.  Il successo di uno di questi prodotti è legato, oltre che all’abilità dello sviluppatore, soprattutto alla sua vena creativa. Alcune tra le applicazioni più scaricate del mondo, in effetti, sono dei semplicissimi giochi d’intrattenimento che, tuttavia, nella loro semplicità appassionano milioni di persone in tutti il mondo.</p>
<h2>Come si fa a diventare ricchi con le applicazioni?</h2>
<p>Attraverso il commercio delle applicazioni, la Apple si garantisce ulteriori entrate. Gli incassi derivati dalla vendita delle applicazioni, infatti, non spettano interamente agli sviluppatori che le hanno progettate. Circa il 3% del ricavo, infatti, viene prelevato direttamente dalla Apple che – da parte sua &#8211; mette a disposizione degli sviluppatori il negozio virtuale più cliccato e famoso del mondo. La vita degli sviluppatori, tuttavia, non è sempre rose e fiori. Non tutti, infatti, hanno la fortuna e la bravura di progettare un’applicazione milionaria e, per questo motivo, molti di loro a stento riescono ad arrivare a fine mese. Ideare e mettere in vendita un’applicazione vincente, in effetti, non è cosa facile. La maggior parte delle applicazioni cadono nel dimenticatoio dopo appena pochi giorni dalla loro pubblicazione. Per iniziare a guadagnare bene è necessario che un’applicazione resti nella top ten della classifica delle applicazioni più ventute per almeno sessanta giorni. Per diventare millionarie, invece, è necessario che si mantengano stabili ai primi posti per un periodo prolungato di circa sei mesi. Una degli ultimi successi nella sezione libri dell’Apple store, ad esempio, è stata la versione interattiva del Pinocchio di Collodi. Un’ebook animato con disegni e musiche realizzate esclusivamente per quest’applicazione che ha fatto letteralmente impazzire i bambini di mezzo mondo.</p>
<p>Immagine: knipsit &#8211; Fotolia</p>
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		<title>I Toner della HP</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 07:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>applsoft</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2012/01/Toner-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Stampanti" title="Toner" /></p>Una delle più grandi aziende produttrici del settore hardware per quel che riguarda il comparto stampanti e accessori per PC, la HP realizza stampanti di altissima qualità, apprezzate soprattutto nel settore della stampa professionale, dato tra l’altro anche i costi abbastanza sostenuti delle periferiche che realizza. Produce sia stampanti laser che a getto d’inchiostro oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2012/01/Toner-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Stampanti" title="Toner" /></p><p><strong>Una delle più grandi aziende produttrici del settore hardware per quel che riguarda il comparto stampanti e accessori per PC, la HP realizza stampanti di altissima qualità, apprezzate soprattutto nel settore della stampa professionale, dato tra l’altro anche i costi abbastanza sostenuti delle periferiche che realizza. Produce sia stampanti laser che a getto d’inchiostro oltre a fax e macchine fotocopiatrici ed è attualmente una delle poche aziende che ha scelto soluzioni tecniche raffinate per quel che riguarda le cartucce siano esse ad inchiostro che a toner.</strong></p>
<h2>La qualità dei Toner HP</h2>
<p>HP è stata una delle poche aziende che ha fatto della trasparenza nella comunicazione col cliente e della rinomata qualità delle materie prime usate un fiore all’occhiello del settore professionale e non solo. Parlando di <a href="http://www.toner24.it">toner HP</a>, consci dei rischi per la salute e per l’impegno a immettere sul mercato prodotti ad altissime prestazioni, l’azienda fornisce cartucce al toner che hanno ben chiaro sulla confezione la procedura corretta per la sostituzione, in molti casi la data di scadenza del prodotto e la composizione chimica che ne attesta la mancanza di componenti nocivi sia pur nel corretto uso dello stesso. Il Toner essendo una sottilissima polvere sostanzialmente a base di ossidi ferrosi, carbone e polimeri resinosi può entrare facilmente a contatto con le vie respiratorie provocando a volte disturbi di una certa entità e in casi più gravi, dopo ripetuta esposizione, complicanze tipo la silicosi.</p>
<h2>I costi del Toner HP</h2>
<p>La HP non poteva certo avere anche la possibilità di mantenere bassi i prezzi di acquisto dei propri prodotti di fronte ad una qualità così visibile, e proprio questo motivo rende abbastanza costose le cartucce di ricambio. Si va da prezzi che partono dai 60 euro fino ad arrivare nelle versioni più sofisticate a superare i 300 euro, ma la resa del prodotto originale è ineguagliabile. Molto spesso utilizzare prodotti compatibili può costare di meno ma solo nell’immediato, infatti è facile imbattersi in cartucce che poi in fase di stampa hanno problemi di definizione o addirittura di durata, riuscendo ad arrivare a malapena al 50 o 60 per cento della resa che è possibile ottenere da una cartuccia originale.</p>
<p>Foto: niyenar &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Pagine gialle e iPhone: la rivoluzione delle apps</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 14:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>applsoft</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/10/iPhone_Kopfhoerer-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="iPhone e le pagine gialle." title="iPhone" /></p>Se ne sente parlare ormai da tempo, e sempre più spesso. Ma in che cosa consistono precisamente le cosiddette “apps”? Altro non sono che applicazioni per il web. Di ogni tipo, di ogni genere, a pagamento o gratuite. Il business delle Apps Per apps si sono cominciate ad intendere tutte quelle applicazioni informatiche fruibili da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/10/iPhone_Kopfhoerer-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="iPhone e le pagine gialle." title="iPhone" /></p><p><strong>Se ne sente parlare ormai da tempo, e sempre più spesso. Ma in che cosa consistono precisamente le cosiddette “apps”? Altro non sono che applicazioni per il web. Di ogni tipo, di ogni genere, a pagamento o gratuite.</strong></p>
<h2>Il business delle Apps</h2>
<p>Per apps si sono cominciate ad intendere tutte quelle applicazioni informatiche fruibili da supporti tecnologici quali, in cima alla lista, i telefoni portatili di ultima generazione. Possiamo trovarle non solo sui celebri iPhone, ma anche su cellulari Android e Blackberry e addirittura sui social networks. Dal loro lancio hanno praticamente subito suscitato l’interesse di milioni di persone nel mondo, fino ad attirare l’attenzione delle più grandi aziende. Oggi esistono infinite apps, per ogni evenienza e sviluppate da numerosissime identità, capaci di far circolare milioni di milioni di dollari.</p>
<h2>I servizi tradizionali ora su iPhone</h2>
<p>Tra le numerose realtà che hanno deciso di investire nel mercato delle apps non potevano mancare le famosissime, in Italia, Pagine Gialle. Quale italiano non ha bene chiari in mente di quegli enormi tomi gialli, che ogni anno vengono consegnati direttamente a casa insieme alla celeberrima Guida Telefonica, successivamente chiamata con il nome Pagine Biache? Due volumi, questi, che per anni sono entrati nelle case degli italiani, fino a diventare tradizione. Nel tempo c’è stata una certa evoluzione: già da anni si può comodamente cercare un indirizzo privato o un’azienda direttamente da internet, grazie al sito delle Pagine Bianche e delle Pagine Gialle. Ora c’è anche “Pagine Gialle Mobile”, l’app che permette di compiere ricerche direttamente dal cellulare. L’esperienza offerta dalla nuova tecnologia è d&#8217;altronde incredibilmente più ricca rispetto alla tradizionale consultazione sul volume cartaceo: non solo ora si può effettuare una ricerca per nome, ma anche per indirizzo o per categoria. Attraverso la geolocalizzazione poi, è diventato possibile individuare l’esercizio commerciale più vicino alla propria posizione in maniera istantanea e automatica. L’utilizzo di mappe geografiche dettagliate e continuamente aggiornate, infine, rende tutto consultabile in maniera davvero semplice e immediata. Adesso le Pagine Gialle sono diventate portatili, tascabili, sempre al nostro seguito. Ecco cos’ è Pagine Gialle Mobile: una semplice app, completamente gratuita, capace di mettere in tasca degli italiani quell’enorme libro giallo che a fatica entrava nei cassetti.</p>
<p>Illustrazione: icing &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Evoluzione e nascita dei primi database in Italia: dai primi software al web</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 14:16:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="211" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/10/web-design-300x211.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="La nascita ed Evoluzione della database" title="Internet Laptop" /></p>Con il termine database, in maniera sintetica e non esaustiva, si intende definire un archivio elettronico, strumento delle moderne tecnologie informatiche. Database e raccolta dati Ai tradizionali mezzi di archiviazione fisici, come cataloghi, libri o volumi, con l’avvento dell’era informatica sempre più assistiamo ad un’informatizzazione dei dati. Per poter raccogliere e catalogare, fino a giungere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="211" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/10/web-design-300x211.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="La nascita ed Evoluzione della database" title="Internet Laptop" /></p><p><strong>Con il termine database, in maniera sintetica e non esaustiva, si intende definire un archivio elettronico, strumento delle moderne tecnologie informatiche.</strong></p>
<h2>Database e raccolta dati</h2>
<p>Ai tradizionali mezzi di archiviazione fisici, come cataloghi, libri o volumi, con l’avvento dell’era informatica sempre più assistiamo ad un’informatizzazione dei dati. Per poter raccogliere e catalogare, fino a giungere ad analizzare e processare, una certa quantità di dati elettronicamente, oltre ad un supporto hardware, tipicamente un computer, è necessario utilizzare un software specifico, un programma che permetta l’inserimento, la conservazione, la consultazione e l’analisi delle informazioni immesse: appunto, un database. Dal punto di vista tecnico, la tecnologia ha compiuto numerosi passi avanti, con l’introduzione di database relazionali, ad oggetto, multidimensionali. Tali innovazioni hanno per lo più interessato le modalità con cui i dati vengono registrati e rintracciati. Ma al fianco dell’innovazione tecnica, si è potuto assistere in questi anni a una evoluzione di tipo diverso, legata ai modi di impiego, che interessa più da vicino le modalità con cui effettivamente i database sono utilizzati.</p>
<h2>Da banca dati a rete sociale</h2>
<p>In questi ultimi decenni in Italia e in tutta Europa si è assistito a un forte processo di informatizzazione. Sia in ambito pubblico che privato, sia a livello aziendale che individuale, sempre più si è ricorso all’utilizzo di tecnologie informatiche per lo svolgimento dei più svariati compiti. Il database, soprattutto nel mondo delle aziende, è sempre più uno strumento indispensabile. Per conservare i dati dei propri utenti, per registrare gli ordini ricevuti dai propri clienti o inviati ai propri fornitori, per elaborare statistiche o per personalizzare contenuti. Allo stesso modo anche le realtà pubbliche italiane si stanno dotando di database sempre più funzionali e interattivi, dalle pubbliche amministrazioni alle scuole, fino agli ospedali. Ma c’è un’altra direzione verso la quale ci si sta evolvendo. I database, sempre più vengono utilizzati come supporto per servizi sempre più complessi e personalizzati. Sul web si sta assistendo ad un forte processo evolutivo che rende altamente interattiva l’esperienza d’uso. Con il web 2.0 compaiono forum, blog, e-commerce, social network sempre più capaci di riconoscere il singolo utente e di rispondere coerentemente alle aspettative e ai desideri dell’utilizzatore. In quest’ottica il database cessa di essere uno strumento fine a se stesso per diventare il mezzo e lo strumento per poter interagire in maniera sempre più completa e mirata con l’utente del servizio.</p>
<p>Foto: Nmedia &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Storia delle modalità di comunicazione</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 14:06:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/10/Buchdruck-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Storia delle medie" title="tipografica" /></p>La facoltà di comunicare è stata da sempre una grande risorsa per l’uomo e le modalità e l’efficacia con cui tale capacità si è esercitata ha da sempre influenzato profondamente non solo l’operato dell’uomo, ma lo stesso modo di pensare e ragionare. Dalla carta stampata ai media online Il primo grande passo in questo ambito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/10/Buchdruck-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Storia delle medie" title="tipografica" /></p><p><strong>La facoltà di comunicare è stata da sempre una grande risorsa per l’uomo e le modalità e l’efficacia con cui tale capacità si è esercitata ha da sempre influenzato profondamente non solo l’operato dell’uomo, ma lo stesso modo di pensare e ragionare.</strong></p>
<h2>Dalla carta stampata ai media online</h2>
<p>Il primo grande passo in questo ambito si ha senza dubbio con lo sviluppo della scrittura. Prima di allora la comunicazione era unicamente oralità primaria, insieme di testimonianze trasmesse per lo più in forma orale, o attraverso oggetti e decorazioni. Intorno al 3500 a.C., tuttavia, appaiono i primi documenti manoscritti. Questa è forse la rivoluzione più importante dell’umanità, dal punto di vista della comunicazione. Da questo momento il concetto si fissa su un supporto fisico indipendente dall’essere pensante, può essere trasmesso e conservato. Il pensiero razionale viene incoraggiato e le capacità analitiche rafforzate.</p>
<h2>Da Gutenberg alla rete</h2>
<p>Intorno alla metà degli anni 50 del XIV secolo Gutemberg inventa la stampa a caratteri mobili. Ecco la seconda grande rivoluzione nel mondo della comunicazione. I tempi e i costi di stampa si ridimensionano sensibilmente, permettendo la diffusione su larga scala di testi di ogni genere. Le ripercussioni sono enormi. Il libro si diffonde nella società, e con esso la cultura, la conoscenza.Da allora, fino alla rivoluzione industriale, lo sviluppo dei mass media procede piuttosto lentamente. Dal XIX tuttavia si sono susseguite una serie di invenzioni che hanno permesso una sempre maggiore diffusione e una sempre maggiore copertura geografica dell’informazione. Nel 1840 compare il telegrafo, poi è la volta del telefono e del cinema. Ma è nel XX secolo che i mezzi di comunicazione diventano davvero di massa, e penetrano nelle case private dei cittadini. Questo è il secolo della radio, della televisione, di internet. E’ grazie a queste innovazioni, insieme agli sviluppi produttivi capaci di abbattere i costi di produzione e distribuzione, che la comunicazione diventa davvero di massa. Sempre più persone, prima con la radio e poi con la televisione, possono in ogni momento, a casa propria, connettersi con una rete informativa sempre più ampia e immediata. La comunicazione si fa estensiva, e soprattutto, istantanea.</p>
<h2>Il Web, l’ultimo arrivato</h2>
<p>L’ultima innovazione nel campo della comunicazione è internet. Grazie alla rete è possibile accedere ad una quantità di informazioni impensabile per i più vecchi mass media. I contenuti diventano sempre più personalizzabili, le esperienze informative sempre più costumerizzate. Con il web 2.0 e con le comunità virtuali poi, anche la connessione tra persone diventa sempre più ricca. La capacità di informarsi e informare, con l’introduzione di internet, si espande a dismisura. Il più grande problema del web tuttavia, sembra essere quello del controllo delle fonti di informazione. A differenza di mass media come la televisione e la radio, in cui le emittenti sono limitate e note, per quanto riguarda la rete è molto più difficile effettuare controlli accurati sull’origine dell’informazione. Se da una parte il web dilata enormemente l’offerta, dall’altra richiede un ruolo più attivo all’utente, che deve essere oggi più che mai in grado di saper scegliere. </p>
<p>Immagine: Steffen Lohse-Koch &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Kindle è il futuro degli eBooks</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 12:58:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="276" height="300" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/09/eBook-vor-Buch-276x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="eBook vor Buch" title="eBook vor Buch" /></p>Qual è il futuro dell’editoria mondiale? E quale quello degli ebook? Sono domande che frullano nella testa degli addetti ai lavori da quando il Kindle e altri reader hanno fatto la loro comparsa sul mercato. Tra scetticismo e slanci ottimistici, il mondo dell’editoria è cambiato e deve confrontarsi con sfide nuove. Ma il Kindle cos’è? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="276" height="300" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/09/eBook-vor-Buch-276x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="eBook vor Buch" title="eBook vor Buch" /></p><p><strong>Qual è il futuro dell’editoria mondiale? E quale quello degli ebook? Sono domande che frullano nella testa degli addetti ai lavori da quando il Kindle e altri reader hanno fatto la loro comparsa sul mercato. Tra scetticismo e slanci ottimistici, il mondo dell’editoria è cambiato e deve confrontarsi con sfide nuove.</strong> </p>
<h2>Ma il Kindle cos’è?</h2>
<p>Arrivato in un periodo di crisi economica generalizzata che ha portato molte imprese editoriali a ridimensionarsi e ripensare il proprio modello di business, il Kindle è stato uno degli artefici del cambiamento di questo settore economico: sembrava dovesse essere il definitivo colpo di grazia per le case editrici tradizionali, abituate alla carta, e invece proprio per quest’ultime potrebbe rivelarsi il principale elemento di stimolo della ripresa economica. Commercializzato a partire da ottobre 2009 da Amazon.com, leader mondiale della vendita on line di libri, il Kindle è un lettore di eBook, giornali e riviste progettato esclusivamente per la lettura. Ha schermo grigio su grigio che, a seconda che si posizioni in orizzontale o verticale, ruota immediatamente l’orientamento del testo per facilitare la lettura. Al momento del lancio della prima versione del Kindle, il catalogo dei libri comprendeva 90mila titoli; nel 2011 il numero è salito a quasi un milioni e oltre agli eBook sono cresciuti anche gli altri contenuti, dai magazine ai blog passando per i giornali. </p>
<h2>Il futuro passa per… un cambio di mentalità</h2>
<p>Uno dei punti di forza del Kindle rispetto ad altri reader è la compatibilità dei libri acquistati sull’omonima piattaforma con iPad, iPhone e Blackberry. Proprio questa caratteristica sta spingendo Amazon verso due nuove tipologie di business. La prima prevede un vero e proprio abbonamento mensile o annuale attraverso cui accedere a tutto il materiale presente in archivio. L’altra consiste in un servizio di prestito degli eBook a gettone, una sorta di noleggio limitato a una serata, una settimana, ecc. Entrambe le idee piacciono soprattutto alle start-up dell’editoria digitale, meno ai grandi del settore che hanno mostrato una certa diffidenza.</p>
<p>Immagine: claudionegri79 &#8211; Fotolia</p>
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		<title>iPad e Kindle a confronto: chi vincerà?</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 12:49:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/09/ebook_und_haende-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="iPad contro Kindle" title="E- book reader" /></p>I lettori più romantici preferiranno sempre la carta, l’odore di cellulosa e di inchiostro, i segni del tempo sui fogli ingialliti e la gradevole sensazione tattile di toccare le pagine. I più tecnologici obiettano che cambiano solo i supporti (fogli &#8211; Ipad – Kindle) ma il piacere di leggere rimane lo stesso perché dipende esclusivamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/09/ebook_und_haende-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="iPad contro Kindle" title="E- book reader" /></p><p><strong>I lettori più romantici preferiranno sempre la carta, l’odore di cellulosa e di inchiostro, i segni del tempo  sui fogli ingialliti e la gradevole sensazione tattile di toccare le pagine. I più tecnologici obiettano che cambiano solo i supporti (fogli &#8211; Ipad – Kindle) ma il piacere di leggere rimane lo stesso perché dipende esclusivamente dalla qualità di un testo.</strong></p>
<h2>Dal genio di Apple, più che un lettore</h2>
<p>L’iPad Apple è un tablet pc completamente touchscreen che riproduce contenuti multimediali e consente di navigare in Internet attraverso connessione Wifi o 3G. Ha interfaccia multi-touch e come altri prodotti Apple legge solo contenuti acquistati dall’Apple store. Tra questi c’è iBooks con cui si possono gestire file in formato pdf ed eBooks, si possono modificare la luminosità dello schermo e il font del testo e le pagine si sfogliano toccandole o trascinandole. I testi vengono comprati o scaricati gratuitamente su iBookstore. Oltre al peso un po’ eccessivo, uno dei maggiori limiti di iBooks è che il display non ha la tecnologia e-ink, che riflette la luce ambientale e simula l’inchiostro su un normale foglio di carta. Nell’iPad infatti l’illuminazione del testo avviene attraverso una luce posteriore al display.</p>
<h2>Da uno specialista di libri: il Kindle Amazon</h2>
<p>Kindle è un lettore di eBooks acquistabile sul sito Amazon.com nato esclusivamente per leggere libri, giornali e riviste. Ha schermo monocromatico e le pagine si sfogliano usando i tasti di navigazione. I libri si acquistano sulla piattaforma Kindle, compatibile anche con iPad, iPhone e Blackberry, pur non disponendo di una connessione internet perché viene sfruttata la rete telefonica. Come per l’iPad velocità e gradevolezza della lettura si riducono notevolmente rispetto alla carta; inoltre, sul Kindle lo schermo grigio su grigio crea qualche difficoltà. La sensazione è che l’iPad, forte della sua natura ibrida e di un marchio che è anche una filosofia, abbia notevoli margini di miglioramento in quanto reader e potrà in breve tempo colmare il gap con i suoi concorrenti. Per Kindle si prevede un uso limitato a semplici appassionati di libri che non sentono l’esigenza dell’esperienza multimediale a 360° offerta da Apple.</p>
<p>Copyright: saniphoto 2009 &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Apple senza Steve Jobs: sarà sempre la stessa?</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 12:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>applsoft</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/09/Apple-keyboard-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Apple senza Steve Jobs" title="mano su laptop" /></p>C’era una volta uno studente universitario che nella Cupertino degli anni ’70 decideva che da grande avrebbe inventato e re-interpretato la tecnologia infinite volte senza sosta, e con essa il nostro modo di vivere. Quello studente è Steve Jobs e il suo nome oggi è sinonimo di Apple. Personaggio dell’anno 2010 per il Financial Times [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.paginequotidiane.it/wp-content/uploads/2011/09/Apple-keyboard-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Apple senza Steve Jobs" title="mano su laptop" /></p><p><strong>C’era una volta uno studente universitario che nella Cupertino degli anni ’70 decideva che da grande avrebbe inventato e re-interpretato la tecnologia infinite volte senza sosta, e con essa il nostro modo di vivere. Quello studente è Steve Jobs e il suo nome oggi è sinonimo di Apple.</strong></p>
<h2>Personaggio dell’anno 2010 per il Financial Times</h2>
<p>La sua principale creatura è stata Apple, una delle aziende di maggior valore del pianeta: oltre 65 miliardi di dollari di fatturato nel 2010 e circa 50mila dipendenti. Poi sono venute Next Computer e Pixar ed è entrato nel Cda della Disney di cui è anche maggiore azionista. Per Steve Jobs il passo da ragazzo prodigio, che vendeva il suo furgoncino Volkswagen per costruire computer da 500 dollari nel suo garage di Cupertino, a re Mida della tecnologia è stato breve. Nel frattempo nell’84 ha introdotto al grande pubblico il pc Macintosh con mouse e interfaccia grafica GUI, si è allontanato per dissidi interni dalla Apple, vi è rientrato con il compenso simbolico di un dollaro annuo nel 1997 e ha risollevato l’azienda dalla crisi di vendite in cui era piombata sfornando nell’ordine iMac, iPod (e quindi iTunes), iPhone e iPad. </p>
<h2>Da re Mida a guru</h2>
<p>Dentro al nostro modo di vivere, lavorare e comunicare c’è un pezzo di Steve Jobs! Con la sua genialità ha rivoluzionato le nostre abitudini e la nostra vita quotidiana. Il suo successo non è dovuto solo all’innovazione portata dai prodotti sviluppati, ma alla sua figura carismatica. Memorabile il motto “Stay hungry, stay foolish” (sii affamato, sii folle) pronunciato nel suo discorso alla Stanford University. Quando nell’agosto 2011 ha rassegnato le dimissioni da Ad della Apple designando come suo successore Tom Cook, fan e uomini dell’azienda di Cupertino hanno perso una guida, ma in tutti è stata chiara la consapevolezza che proprio da quelle parole bisognava proseguire il cammino. Il suo genio non è replicabile, il suo carisma non è trasferibile. La sua filosofia è patrimonio di quanti l´hanno seguito in tutti questi anni e la strada per il successo passa ancora per l’applicazione dei suoi ideali.</p>
<p>Illustrazione: knipsit &#8211; Fotolia</p>
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